Storia

La nascita del football americano a Crotone

La storia degli Achei Crotone si perde nella notte dei tempi … un momento, no non parliamo di quegli Achei di 3.000 anni fa, ma molto più modestamente di quelli nati nel 1983, dapprima con il nome di Coguari Crotone, e che pur avendo solo 35 anni di storia qualcosa hanno lasciato nella storia sportiva della nostra città.
I Coguari in quegli anni sono stati , insieme a Palermo, l’unica società di football americano esistente nel sud Italia e in particolare da Napoli in giù.


Interessante questa circostanza che vede uno sport, già di nicchia allora, fare la sua comparsa nel sud Italia pochi anni dopo la sua introduzione in Italia, il primo campionato ufficiale è del 1980, e proprio a Crotone, quasi a testimonianza di una predestinazione di questa città che nello sport, fin dai tempi di Milone, ha sempre avuto un certo primato.

La prima società fu fondata da Salvatore Ottaviano, studente universitario che radunò alcuni amici presso la palestra del Liceo Classico, location un po’ “stretta” per questa disciplina sportiva ma evidentemente disponibile ad accogliere l’iniziativa.

Ed è da lì che cominciarono ad essere scambiati i primi hand-off e ad essere ricevuti i primi lanci di un pallone ovale in territorio Crotonese.

Gli allenamenti si spostarono poi in altre sedi , il campo del Gesù , ma anche quello di San Francesco e quello in località Corazzo per approdare infine al campo di Tufolo dove il gruppo di atleti cominciò ad infoltirsi e ad affiancare i pionieri: Mimmo Martino, Francesco Pizzuti, Domenico Mungari, Maurizio Ranieri, Franco Valente, Alberto Cuomo, Raffaele Cuomo, Mario perticone, Dino Del Gaudio, Massimo Arrighi sono solo alcuni dei primi giocatori di allora ma la lista è lunga e non è detto che prima o poi si riesca a farne una completa.
La svolta avviene quando gli Achei , grazie ai dirigenti architetti Tonino Romanò e Enzo Frustaci, trovano il primo sponsor!


Roba da non crederci …, a Crotone c’è un’azienda, la Itrapag, attiva nel settore della produzione di conserve di pomodoro che intende lanciare il proprio prodotto, denominato POM, sul mercato Americano e quindi la cosa più naturale è sponsorizzare la neonata squadra di football americano locale per realizzare dei servizi fotografici atti a propagandare negli USA il prodotto facendo leva sull’amore viscerale degli Americani per questo sport.

Detto, fatto, ecco pronto un assegno di 12 milioni delle vecchie lire da investire tutto in paraspalle, caschi e divise rigorosamente gialle e rosse per esigenze di sponsor.
Ed ecco il servizio fotografico realizzato sui prati erbosi del Costa Tiziana Hotel con lo sponsor , “ Pom, pelato per amore “ bene in evidenza e destinazione oltreoceano.
A raccontarlo sembra di non stare a Crotone, prostrata oggi da una crisi economica e di idee senza precedenti, ma in realtà molto più avanzate industrialmente e commercialmente, eppure quella era la Crotone di allora in cui c’era lo spazio per le imprese ardite e la fiducia in un futuro radioso.

Il fornitore fu la Macron di Bologna, unica azienda sportiva che commercializzava dei prodotti così inusuali per l’Italia, e fu lì che si recarono alcuni dei ns eroi per scegliere personalmente le attrezzature dopo un viaggio piuttosto avventuroso e che quando arrivarono ebbero un effetto magico sugli atleti abituati fino a quel momento ad arrangiarsi con protezioni approssimative e folkloristiche.


Intanto i Coguari avevano allacciato relazioni con i militari americani della base Loran Station di Sellia Marina che il sabato pomeriggio era meta degli atleti crotonesi per un pomeriggio di football americano e per il post partita a base di Dr pepper, hamburgher, ketchup e murshmallow , sapori esotici ed inusuali per allora e giusto completamento di una full immersion nella cultura americana all’epoca tanto di moda.

Ed è da lì che arrivarono i primi allenatori tra i quali Troy Kunas che guiderà la squadra nella prima amichevole che si sarebbe disputata di lì a poco con l’unica squadra esistente al sud , i Cardinals Palermo.

Ma questo è un altro capitolo, a presto.


La prima partita

Ci siamo lasciati nell’ultimo capitolo di questa storia sportiva con i Coguari, antesignani degli attuali Achei Crotone, che sono ormai pronti per il debutto in una gara con una formazione avversaria.

La scelta è obbligata, i Cardinals Palermo sono l’unica formazione esistente da Napoli in giù e sono anche loro alla loro prima uscita ufficiale.

Il 30 maggio 1984 all’Ezio Scida è un mercoledì mattina e gli spalti della tribuna coperta sono praticamente pieni, sono gli studenti delle scuole che  abbinano la giornata sportiva all’esordio in campo dei Coguari e accompagneranno la gara con i loro cori di incitazione.

La formazione Palermitana forte di un numeroso roster di ben 37 elementi, i Coguari sono in 25, è arrivata a Crotone dal giorno prima e nulla ha lasciato al caso per ben figurare all’esordio.

Finirà 14 a 6 per i Cardinals Palermo e questo è quanto.

Infatti, al di là di una foto della formazione ospite, non si è riuscito a reperire alcun altro elemento relativo a quella storica gara chissà che dai nostri lettori non venga fuori qualche altro dettaglio su quella partita.

Ben presto è la volta dei Coguari di ricambiare la visita dei Palermitani recandosi in terra Sicula, infatti il 7 luglio 1984 alla stadio Comunale di Bagheria PA alle 19 è in programma l’incontro Cardinals Palermo – Coguari Crotone.

E questa sarà una di quelle gare che resteranno nella memoria dei partecipanti per le circostanze pioneristiche che ne hanno caratterizzato lo svolgimento.

E’ estate e complice le defezioni di stagione alla partenza i Coguari si ritrovano solo in 10 , tra cui non mancava “Pisellino” il cui affettuoso soprannome è però indicativo delle sue caratteristiche fisiche non certo ottimali per uno sport come il football.

Malgrado ciò non intendono venir meno alla parola data e quindi caricate le due auto di caschi e paraspalle partono di buon mattino alla volta di Bagheria.

Dopo il lungo ed estenuante viaggio potranno scendere in campo, grazie anche a “Pisellino” , che farà la sua parte in campo …, e grazie anche all’undicesimo giocatore concesso in prestito dagli avversari per disputare una partita che li vedrà giocare di continuo in attacco , difesa e special team in un’ afosa serata Siciliana.

Ricordiamo che a football americano si gioca in 11 in campo ma che i titolari sono almeno 22 in quanto a secondo del possesso di palla gioca la formazione di attacco o quella di difesa oltre ad un’altra formazione specifica per le azioni speciali, per cui il fatto di affrontare una intera partita sempre con i medesimi giocatori è un’impresa del tutto eccezionale ed indicativa di un’epoca di questo sport distante ormai anni luce dalla specializzazione dei ruoli dei nostri campionati.

Malgrado tutto ciò finirà con un 28 a 0 , cioè un 4 a 0 calcistico, neanche tanto male date le pionieristiche condizioni sopra descritte.

Diciamolo chiaramente in questo sport la formazione di Crotone agli esordi si troverà a competere con città che per bacino d’utenza, condizioni economiche, strutture sportive e contatti tecnici sono avanti anni luce rispetto alle limitate risorse della ns piccola città e per i primi tempi questo sarà un gap difficile da colmare e che si rifletterà sui risultati sportivi.

Il tempo vola e infatti i Coguari vengono intanto ammessi alla disputa del loro primo campionato di serie B che all’epoca aveva inizio nella stagione autunnale.

Artefice di tale ammissione è il nuovo presidente, Luigi Critelli imprenditore attivo nel settore della pubblicità ma soprattutto persona poliedrica e dotata di un ottimismo coinvolgente che lo ha sempre reso pronto a sfidare qualsiasi impresa inclusa la disputa di un campionato di football americano che vedrà Crotone dover fare il giro d’Italia per confrontarsi con i Trucks Napoli, Cannons Roma, Crabs Pescara, Dolphins Ancona, Towers Bologna.

Un girone con avversari ben più attrezzati tecnicamente e che costringerà i Coguari ad affrontare trasferte decisamente impegnative sia economicamente che per la caratura delle altre formazioni tutte regolarmente dotate del giocatore americano che faceva la differenza e che all’epoca era permesso anche in serie B ma che i Crotonesi erano ben lungi da potersi permettere.

La data per l’esordio è stabilita, il 16 settembre 1984 i Cannons Roma ospiteranno i Crotonesi al loro esordio in un campionato ufficiale ma questo è un altro capitolo che non mancherà di riservare sorprese .


L’esordio in un campionato ufficiale

E arriva la data di esordio dei Coguari in un campionato ufficiale, è il 16 settembre 1984 e la formazione Crotonese , a tempo di record dopo solo un anno scarso dalla fondazione, è a Roma dove affronterà i Firs Assicurazioni Cannons nel primo campionato di serie B.
I Coguari hanno messo da parte le divise giallorosse, frutto dell’assonanza cromatica con le conserve dello sponsor della prima ora, per le nuove giallo – blu mutuate dallo stile Nfl dei Chargers.
Questa prima partita inizia sotto l’insegna dell’equilibrio i Crotonesi fermano i Romani sullo 0 a 0 per i primi 2 quarti e alla ripresa avviene l’episodio che , nel bene o nel male, avrebbe potuto cambiare le sorti dei Coguari.
Lancio da circa 40 yards del qb Mimmo Martino, figura storica del football Crotonese che con il suo carisma interpretava al meglio il suo ruolo, e palla ricevuta dal wr Antonio Salvino che si invola , da solo, verso l’area di meta avversaria , sembra tutto fatto per il vantaggio dei Coguari ma , inspiegabilmente, il WR crotonese incespica da solo e interrompe la propria corsa.
Sarà un episodio che influenzerà tutto il prosieguo della partita e forse del campionato e finirà 30 a 0 per i Romani.


Il secondo incontro sarà a Bologna contro i Towers dell’americano Bob Roman.
I Towers sono la seconda formazione Bolognese e godono dell’ampio budget dello sponsor Ocean Star, nota marca di abbigliamento sportivo dell’epoca e possono permettersi l’americano e un coaching staff di alto livello.
Sarà un incontro a senso unico che non impedirà ai Coguari di segnare con Massimo Arrighi i primi punti di questo campionato e di sbalordire gli spalti con il loro “uomo volante”.
Si, il RB Crotonese Alberto Cuomo passò alla storia della stampa con questo nomignolo in quanto fu forse il primo in Italia ad inventare e ad eseguire un’azione, poi divenuta molto diffusa, che vedeva il runner , dotato di una buona dose di atletismo e di temerarietà , lanciarsi in tuffo a mezz’aria sorvolando i propri compagni per conquistare quella yard che mancava alla chiusura del down o alla segnatura.

Seguirà l’incontro con i Crabs Pescara giocato in uno spettacolare quanto vuoto Stadio Adriatico e finita 30 a 0 per i Pescaresi.
Tre partite fuori casa di seguito prima della prima in casa con i Trucks di Napoli .
I Napoletani riportano fra le loro fila il fortissimo running back Jay Christensen che si dimostrerà il giocatore più forte del torneo e sarà l’autore di quasi tutti i 68 punti dell’incontro, incontro che si giocherà, su un campo pesantissimo per le piogge, in quel di Botricello a causa dell’indisponibilità dell’Ezio Scida per l’evento concomitante.
Infatti è un altro l’episodio storico che vale la pena di ricordare: la concomitante visita a Crotone del grande Papa , nonché santo, Wojtila.
Il presidente , da buon pubblicitario , per partecipare al grande evento promuovendo l’immagine del football americano, ebbe l’idea di far schierare le squadre con le attrezzature complete e piazzarle lì dove il papa avrebbe tenuto un saluto ai fedeli sperando così di rubare qualche immagine alle tv di stato.
La folla era costituita da una marea umana mai vista dalle nostre parti con gente proveniente da tutta la regione. Preoccupato da quella enormità un funzionario delle forze dell’ ordine che notò noi ed i ragazzi di Napoli ci chiese di dare una mano a proteggere un lato dell’ imbarco del papa sull’elicottero che lo avrebbe dovuto riportare in vaticano.
Dopo un brillante discorso dove gli operai di Montedison e Pertusola furono tenuti al centro dal pontefice, la marea umana cominciò a muoversi proprio come il funzionario di p.s. temeva: tutti avrebbero voluto toccare l’uomo che sarebbe diventato Santo.
Racconta Massimo Arrighi: “Con i ragazzi di Napoli creammo un doppio cordone di una trentina di metri incrociando braccia e gambe in modo da creare una trama più coesa possibile.
Una vecchietta , animata da una forza indotta che molti chiamano speranza, teneva per mano una giovinetta di 5 o 6 anni e, a dispetto degli anni e degli acciacchi si preparava proprio lì di fronte a me, a forzare il blocco, a dispetto dell’ imponenza del cordone così costituito da giovani armati di casco e paraspalle….. Uno scatto fulmineo che quasi mi sorprese e mi ritrovai la nonnetta tra le gambe che tentava di entrare nel corridoio riservato al Papa. Istintivamente serrai le gambe intrappolando l’atletica nonnetta e la strabiliata nipote giusto il tempo necessario a che il Papa passasse indenne…
Allentai subito la presa e l’anziana signora si ricompose guardandomi con sufficienza … , la giovinetta esclamò: …. nonna nonna cu su chisti ? Additandomi inequivocabilmente….. e la nonna…. oi ciota ( sciocchina, per i nostri lettori della Val Brembana … ) u nnu vi’ !!! Su i guardie sguizzere !!!
Al pomeriggio dopo la sonora lezione somministrataci da Christensen e compagni negli spogliatoi di Botricello ancora si rideva sull’accaduto … “

Infine i Dolphins Ancona per un altro risultato negativo di 33 a 0 ( un 4 a 0 calcistico ) chiuderà l’andata del girone con 4 partite su 5 fuori casa.
Nel ritorno i Coguari dimostrano di aver preso le misure dei Cannons che riescono a prevalere a Crotone solo per 16 a 0.
Di nuovo i Towers che si impongono per 36 a 0 e poi la prima vittoria, ma solo a tavolino, per 7 a 0 sui Crabs Pescara.
Infine a Napoli per un altro pesante 52 a 0.
Insomma non fu un campionato facile ma i Coguari lo portarono a termine dignitosamente e nel finale cominciarono anche a prendere le misure ai più attrezzati avversari.


Gli anni di Catanzaro e la fondazione degli ACHEI

Dopo la disputa del primo campionato le cose non andavano al meglio per il movimento del football americano a Crotone.
La dirigenza aveva toccato con mano l’impegno, soprattutto economico ma anche organizzativo, necessario a disputare un campionato che portava i Coguari a impegnative trasferte in giro per l’Italia fino a Bologna.
Insieme a questo momento di riflessione nacque però un’opportunità , gli allenamenti alla base Loran Usa di Sellia Marina avevano permesso di conoscere il comandante della Base che aveva sposato una ragazza di Catanzaro il cui fratello l’ing. Raimondo Silipo, valido imprenditore, si appassionò al nostro sport e da bastò un niente ed ecco l’idea di fondare una squadra a Catanzaro.
I Crotonesi non esitarono ad accogliere questa sfida e fornirono alla neonata squadra tutto il loro supporto di giocatori, allenatori e dirigenti.
Il nome ? Aquile naturalmente, ma rosse perché esistevano già le Aquile di Ferrara e così: Red Eagles.
Il logo ? lo scudo con un’aquila stilizzata argento su sfondo rosso, il tutto senza internet e photoshop.

La collaborazione andò avanti per ben quattro anni dal 1985 al 1988 , i giocatori Crotonesi viaggiavano fino a Sellia e a Catanzaro per gli allenamenti e costituirono per questi primi anni l’organico portante della formazione Catanzarese che fu ammessa al primo campionato di serie C nel 1986 e che disputò la migliore stagione nel 1987 sotto la guida del coach Palermitano Alfonso Genchi portato a Catanzaro dall’allora giocatore Francesco Pizzuti.

In quell’anno i Red Eagles si aggiudicarono il primo posto del girone sud e approdarono ai play off dove vennero però sconfitti dalle Linci Roma.
Furono anni di intensa collaborazione fra le due realtà cittadine che in questo sport hanno sempre incrociato i loro destini, sia dando vita ad un’intensa rivalità sportiva ma anche unendo le forze allorchè per alcuni anni furono viceversa i giocatori Catanzaresi a militare nelle file della formazione Crotonese.
Ma siamo arrivati al 1989, ed è il momento di tornare a casa per i giocatori Crotonesi e di dare vita ad una nuova società: il 14 febbraio 1989 per Notar Guglielmina Ciliberto nascono gli Achei Crotone che abbandonate le ispirazioni zoologiche adottano il nickname ispirato ai guerrieri Ellenici fondatori della nostra città.
Anche il logo fa la sua prima apparizione e ancora oggi pur evoluto nelle forme mantiene sempre gli stessi stilemi.

Da allora la formazione Crotonese ha sempre disputato con regolarità i campionati Nazionali sia senior che junior che flag e può senz’altro vantarsi di essere, da Roma in giù, quella con la più importante anzianità sportiva e sempre con la medesima ragione sociale.
I campionati, le storie, le persone, i giocatori, gli allenatori sono stati molteplici e tutti interessanti ma la soddisfazione maggiore sono senz’altro gli oltre 2.000 atleti Crotonesi che nel corso degli anni hanno avuto modo di sperimentare l’emozione unica che solo il calcare un campo da football americano può fornire.

Ufficio stampa Achei – Football Team Crotone